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Non saprei ricordare quando io abbia cominciato ad accumulare fogli sparsi con appunti di pensieri che ho poi capito essere “poesia”. So benissimo invece che tutto il mio pensiero e tutta la mia ricerca da sempre hanno avuto come loro nucleo più profondo una vera passione per tutto ciò che è “lingua”: i codici della comunicazione espliciti e impliciti, le stratificazioni di senso, le motivazioni e le intonazioni, tutto ciò che riguarda il “linguaggio” come universo semantico.

Come filologa e come storica, ma soprattutto nelle mie relazioni umane, ho lasciato attraversare i miei silenzi da poche parole cercate e dette con rispetto. Ho filtrato la mia produzione scientifica e i miei interventi, attraverso lunghi momenti di riflessione.

I miei allievi conoscono la mia attenzione quasi ossessiva alla tornitura del discorso e la richiesta di una attenzione spasmodica alla precisione, alla chiarezza, alla finezza, e a quella intrinseca eleganza che è propria della parola pregnante di pensiero.

Considero il fatto che il “linguaggio” abbia perso il suo potere straordinario di creazione a vantaggio di una “comunicazione” semplificata, che non genera altri “linguaggi”, come uno degli aspetti più dolorosamente deteriori del nostro tempo.

Con questo sentimento nel cuore e con questo impegno nella mente ho riscoperto i miei fogli sparsi quando, rileggendo ciò che avevo scritto fra persone bisognose di “parola”,

Da allora non ho mai smesso di lavorare con la poesia.

Ho condotto laboratori di scrittura (e di musica) per persone con disagio mentale

Ho lavorato per la diffusione e la conoscenza della poesia, letta ed ascoltata in tutte le sue anche più umili sfumature, con l’attenzione vigile a rivelarne i significati, coltivando la ricerca della consapevolezza linguistica letterariamente affinata, non escluso mai il confronto con gli strumenti della critica

Ho condotto incontri di poesia in tutti gli spazi pubblici della mia città: dai caffè storici ai teatri ai ricreatori e spesso nelle scuole; ho proposto “percorsi di lettura” attraverso autori come Davide Maria Turoldo, Pier Paolo Pasolini, Marisa Madieri, Fulvio Tomizza , Alda Merini, Srečko Kosovel, Elody Oblath Stuparich, Milo De Angelis, Rainer Maria Rilke, Doris Lessing, Stanislava Szimborska, Titos Patrikios. Ho curato la raccolta “Incontro con Fulvio Tomizza”, in Quaderni del Circolo di Cultura Istro-Veneta “Istria” XII- 2001, pubblicandovi il breve saggio Il “meraviglioso ordine delle cose” e il destino degli uomini. Letture da ‘La ragazza di Petrovia’ (pp.25-33). E molti molti altri (una parte delle mie attività è registrata in altri siti e pagine facebook che mi riguardano  www.poesiaesolidarieta.org, castellodiduinopoesia.org).

Ho ideato e curo la serie di “Festa della culture a Trieste” in cui si incontrano, guidate dal filo conduttore di un desiderio di conoscenza reciproca, le comunità culturali presenti nella città di Trieste: una vera casa dove ci si ritrova e si ricordano o si immaginano pensieri potenti, attraverso la poesia, la musica, il racconto di storie e di rituali.

Ho ideato e curo la serie annuale di “Letture da un premio Nobel” che propongo a un pubblico generale dalla voce dei lettori ( i volontari di Poesia e Solidarietà) e non dei critici e neppure degli attori, costruendo dai libri del premio Nobel dell’anno un macrotesto che dell’autore tende a rivelare l’intima drammaticità, il nucleo più segreto.

Ho curato il testo italiano e inglese per la presentazione a un pubblico generale (sia italiano che “americano”) di “Quella tromba di latta. Dal confine orientale italiano”, proposto per la prima volta in questa forma con proiezioni di immagini storiche (curate da Hari Bertoja) nel Caffè degli Specchi di Trieste il 18 luglio 2016 per gli storici provenienti da tutto il mondo a partecipare alla “conference” sul tema “Gender and Generations” che io stessa curai per la International Society for cultural History (The tinplate Trumpet from the italian eastern border (The Exodus of people from Istria, Fiume and Dalmatia). Literary and Musical Performance by Mario Fragiacomo, Adaptation and reading by Gabriella Valera).

Ho tenuto reading di poesia a Trieste, Roma, Capodistria, Venezia, Empoli, Abano, Viareggio, Kaunas, leggendo le mie poesie in italiano, in tedesco e in francese.

Ho pubblicato poesie in molte antologie. alcune poesie sono tradotte in sloveno, inglese, spagnolo, tedesco, rumeno, francese, lituano. Ho pubblicato tre libri di poesie: “Lasciami danzare” (l’autore libri, Firenze, 2000) “Gente della mia vita” (Ibiskos Editrice Risolo, Empoli 2004), (entrambi vincitori del I Premio nel Concorso Internazionale di Poesia Le Nuove Lettere), “Le molte case dei miei ritorni” Ibiskos Editrice Risolo 2012.

Ottavio Gruber, il mio sposo, ha meravigliosamente “inciso” con la sua arte grafica le illustrazioni che accompagnano alcune poesie.

Dal 2003 promuovo con Ottavio il Concorso Internazionale di Poesia Castello di Duino, riservato ai giovani, coinvolgente per la straordinaria molteplicità e intensità di voci che esso ha saputo richiamare (sono migliaia i giovani dalle diverse edizioni da 90 paesi del mondo), ne curo tutte le fasi di svolgimento sia per quanto riguarda l’organizzazione sia per quanto riguarda gli aspetti qualitativi.

Ne sono risultati 15 volumi di poesie che amia cura e con mia introduzione, che ho scritto con l’attenzione alle trace di una cultura poetica e umana che accompagna i giovani delmondo verso un possibile incontro e verso un destino.

Il Concorso è legato a progetti di solidarietà, è affiancato da una mostra fotografica e da una serie di attività parallele che ne esaltano il valore come spazio di dialogo, di promozione e conoscenza della cultura giovanile nel mondo..

Nel 2006 ho costituito l’Associazione di volontariato Poesia e Solidarietà (poesiaesolidarieta.org) che sviluppa tutto il discorso di “Poesia e Solidarietà Linguaggio dei popoli” esaltando l’impegno per il “diritto” di dialogo interpersonale, intergenerazionale, interculturale. I soci e i volontari e gli amici dell’Associazione sono molto importanti e danno linfa al nostro lavoro.

Dal 2008 da questa ispirazione e sulla base del Network costruito con il Concorso Castello di Duino, anche in applicazione delle indicazioni per la diffusione della solidarietà internazionale proprie del Centro Servizi Volontariato del Friuli Venezia Giulia organizzo Forum Mondiale dei Giovani “Diritto di Dialogo”: il Forum che si svolge annualmente chiama giovani “delegati” da diversi paesi del mondo a liberamente dialogare intorno al tema di anno in anno lanciato. Esso si è dimostrato uno straordinario luogo di promozione e di approfondimento di temi difficili e di grande impatto etico dal punto di vista della esperienza “giovanile”.

Gli atti sono pubblicati in italiano e inglese e sono stati distribuiti ampiamente nelle scuole e in tutto il mondo presso le associazioni giovanili che sono state coinvolte nel Forum (notizie castellodiduinopoesia.org). Essi costituiscono una ulteriore base per un “archivio” (che potrà diventare archivio storico) della cultura giovanile nel mondo (www.centroculturagiovanile.eu).

Ho nutrito per lungo tempo un desiderio di musica che infine ho deciso di soddisfare quando ho potuto regalarmi un pianoforte. Ora suono il pianoforte quanto basta per goderne e da qualche anno ho cominciato a studiare il violino. 

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