Marina Torossi Tevini ha dialogato con me sulla poesia e le mie poesie sono state il luogo di questo dialogo. E’ stato presentato per la prima volta “Le molte case dei miei ritorni” (Ibiskos Editrice Risolo 2012) [vedi recensioni di Giancarlo Micheli e di Michele Alessio]

Non potevo aspettarmi un’attenzione più ampia, un pubblico di amici e di ascoltatori più attento e caldo! I commenti commossi, gli abbracci, le dediche… e poi molte lettere… Una sola ne riporto:

Cara Gabriella,

questa sera sarei voluto esplodere alla presentazione. Un esplosione intima -soprattutto quando parlavi di amore e conoscenza-. Mi sono accorto di aver dimenticato una parte di sensibilità, di averla sepolta in

questi ultimi anni dove mi sono visto un po’ obbligato ad appartenere ad una colpa, di aver perso tanto senza aver fatto vincere nessuno. […]

Se solo mi riuscirà di far uscire un po’ del tuo dono nel video, potrò essere veicolo della conoscenza, e avrei un po’ placato e nutrito gli obblighi del cuore di fronte alla necessità di indicare agli altri con la parola e con l’arte le meraviglie che passano sconosciute e che meritano invece molto di più. Anche per questo ho voluto fare il documentario. Ho voluto agire perché come il tuo esempio dimostra la parola è guidata dall’esserci, dal lavoro consapevole per gli altri, e non solamente dalla parola fine a se stessa. Le persone sentono di meritare di più da loro stesse standoti vicino Gabriella, ed è questo che credo le allontani a volte: l’incapacità o l’assenza di impegno per cambiare. Sei l’incarnazione della coscienza buona, nelle poesie come nella realtà. E questo tuo lato si riconosce nella tua poesia, scritta spesso attraverso gli occhi ma in dimensioni lontane anni luce dagli occhi.
Mi prendo la libertà di scrivere in questo modo perché è come se parlassi tra me e me. Rappresenta la paura e la sfida che avverto nel futuro davanti alla vita.
Rappresenta tanto dolore mentre una speranza mostra come il grigio può colorarsi di gioia.
Quindi grazie, a te come anche a Ottavio, che ti accompagna -da sempre come tu lo senti- in questa tua e vostra forma che si desidera tanto imitare (H.)
Non so se merito tanto, ma certo rivedo i miei lunghi anni di ricerca e di amore.
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